La rinite allergica periodica: ne
parliamo col dottor Nicola Taurozzi

La primavera con la fioritura di alcune piante arboree e piante erbacee allergeniche può risultare un incubo per i soggetti affetti da rinite allergica periodica o stagionale. In Italia circa 6 milioni (10%) di persone soffrono di questa patologia.
Nella pianura padana per la scarsa ventilazione e per l’elevato inquinamento di tale macrorea da micro polveri sottili PM10 e PM 2,5 l’incidenza della rinite allergica periodica raggiunge il 14-15% della popolazione, dato epidemiologico superiore alla media nazionale.
Nella Provincia di Mantova si calcola che almeno 2 persone su 10 vengono colpite da tale patologia.
CHE COS’È LA RINITE ALLERGICA PERIODICA – Lo abbiamo chiesto a Nicola Taurozzi, Primario Emerito Otorinolaringoiatra ed ex Docente dell’Università di Milano.
“Il contatto della mucosa nasale con i pollini liberati dalla fioritura di alcune piante arboree e piante erbacee, a esempio le graminacee ed in particolare l’ambrosia e l’artemisia frequentemente presenti nei giardini e parchi, nei soggetti normali risulta innocuo, mentre nelle persone geneticamente predisposte e precedentemente sensibilizzare può scatenare una reazione infiammatoria di tipo immunitaria delle mucose nasali e delle prime vie aeree con i sintomi tipici della rinite allergica periodica,ossia raffiche di starnuti,naso chiuso ,secrezione nasale, prurito e lacrimazione degli occhi.La rinite allergica se trascurata può favorire la comparsa di polipi nasali o di asma bronchiale.”
QUALI SONO I CONSIGLI PER I PORTATORI DI RINITE ALLERGICA PERIODICA – “Innanzitutto evitare di frequentare parchi o giardini soprattutto nelle ore centrali della giornata. Per quanto riguarda la terapia della fase acuta utilizzare spray nasali con antistaminici o corticosteroidi che riducono il gonfiore delle mucose nasali. Per via orale antistaminici di ultima generazione per risolvere il prurito e starnuti nasali. Al di fuori della fase acuta se i tests allergici individuano gli allergeni si può ricorrere alla immunotetapia specifica (i vaccini).
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