Dazi americani, le ripercussioni
sull'economia regionale

“Un colpo durissimo per l’economia della nostra regione. Dalle prime stime si calcolano perdite per due miliardi di euro.” Matteo Piloni, consigliere del Partito Democratico a Palazzo Lombardia, si sofferma sulle gravi ripercussioni che i dazi introdotti dal presidente americano Donald Trump avranno sull’economia lombarda.
IL DIBATTITO POLITICO A LIVELLO REGIONALE
L’esponente dem, firmatario di una mozione (respinta durante l’ultima seduta del Consiglio Regionale), lancia un nuovo allarme: “La Lombardia – continua – è la regione italiana che più esporta negli Stati Uniti. Secondo i dati dello scorso settembre, il valore è di 14 miliardi di euro. Il rischio – afferma – è di mettere in ginocchio non solo la nostra regione, ma l’intero Paese.” Da parte del rappresentante del Pd, arriva l’ennesima critica alla controparte politica: “Poniamo il problema da più di un mese, ma anche martedì scorso, nella discussione della nostra mozione sui dazi, l’assessore Guido Guidesi minimizzava la questione, mentre la Lega è arrivata addirittura a difendere l’introduzione dei dazi stessi. Un atteggiamento irresponsabile, di fronte alla richiesta di sostegno che arriva da tutte le categorie produttive, che ora deve cambiare.”
Piloni esorta l’esecutivo regionale a un deciso cambio di passo: “Dobbiamo mettere in campo ogni azione e misura per sostenere le nostre imprese e proteggere famiglie e lavoratori. La giunta Fontana deve fare la sua parte”. Dure critiche anche da parte del capogruppo pentastellato a Palazzo Lombardia, Nicola Di Marco: “Meno di quarantotto ore fa, i partiti di centrodestra in aula hanno ribadito il proprio sostegno alle politiche commerciali adottate dal presidente americano Trump. Ancora una volta, questa destra ha mostrato la propria mancanza di preparazione. Oltre la retorica, il nulla. In merito alla richiesta di un Consiglio regionale straordinario sul tema dazi, riteniamo che l’Aula, nel corso di questa legislatura, si sia riunita talmente poco che certamente – commenta ironicamente Di Marco – la Presidenza riuscirà a trovare lo spazio adeguato per trattare un tema così importante”.
LE RIFLESSIONI DI CONFAGRICOLTURA, COLDIRETTI E CIA-AGRICOLTORI ITALIANI
Le reazioni, ovviamente, non si fermano alla politica, con altre analisi, considerazioni e proiezioni sul nuovo scenario di esperti e rappresentanti di vari comparti produttivi, in primis di quello agroalimentare. All’indomani dell’annuncio di Trump sui dazi al 20% sui prodotti importati dall’Europa negli USA, Confagricoltura Mantova invoca “un’azione europea coesa e tempestiva per salvaguardare la competitività del settore agroalimentare italiano ed europeo sui mercati internazionali”. Sul tema interviene il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi: “È difficile immaginare nel breve termine uno scenario definito, bisognerà verificare nei prossimi giorni alcuni aspetti. Sicuramente l’Italia, essendo il Paese che in Europa esporta di più negli USA nell’ambito agroalimentare, sarà uno dei più colpiti.”
In riferimento alle ripercussioni a livello economico, Cortesi aggiunge: “Prevediamo che i prodotti più penalizzati saranno quelli a basso-medio costo. Dovrebbero esserci ripercussioni più lievi per i prodotti considerati “premium”, come le nostre Dop, a partire da Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Questi formaggi già oggi si rivolgono a un consumatore statunitense con una maggiore disponibilità economica, che si potrà permettere di pagare qualche dollaro in più”.
Come arginare e compensare, quindi, la parziale perdita dell’importante mercato statunitense per l’agroalimentare italiano? “La risposta non può essere di certo locale, ma nemmeno nazionale – conclude Cortesi –. Serve che l’Europa sia rapida e fortemente coesa. Bisogna chiedere un confronto nell’ambito della WTO e discutere con gli Stati Uniti in maniera ferma. È necessario, poi, prevedere misure per sostenere i settori che saranno più colpiti”.
Secondo le stime di Coldiretti Lombardia, il dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy costerà ai consumatori americani un rincaro di oltre 230 milioni di euro solo per cibi e bevande lombarde, cifra che sale a 1,6 miliardi considerando l’intero export italiano dei prodotti della tavola. Anche le esportazioni agroalimentari del territorio mantovano subiranno conseguenze. Secondo le elaborazioni di Coldiretti Mantova su dati Istat, nel 2024, sulla rotta oceanica che dalla terra di Virgilio tocca gli States, sono transitati beni alimentari per 36,3 milioni di euro, in crescita del 12,3% rispetto all’anno precedente.
“L’Unione Europea – dichiara Fabio Mantovani, presidente di Coldiretti Mantova – è chiamata a uno sforzo innanzitutto sul piano diplomatico, per evitare di inasprire tensioni commerciali che erano attese, ma si sperava potessero restare sulla carta. Anche le esportazioni dell’agroalimentare mantovano subiranno dei contraccolpi, molto probabilmente con un calo dei volumi e, purtroppo, temiamo anche sul fronte delle imitazioni, con prodotti di minore valore che potrebbero sostituire gli originali”.
“Serve subito una risposta ferma e immediata dell’Ue per aprire una trattativa e scongiurare una guerra commerciale con un’escalation devastante in cui perderebbero tutti”: ad affermarlo il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini secondo cui “la politica dei dazi è sbagliata e controproducente. Adesso non bisogna andare in ordine sparso ma agire uniti come Europa, con un approccio non di sudditanza. Occorre un’azione diplomatica rapida, forte e decisa. Va recuperato quel sogno europeo di coesione che aveva animato i padri fondatori e che si è via via sgretolato, con gli Stati membri sempre più arroccati su posizioni e interessi nazionalistici, ritrovando un approccio condiviso e mirato per reagire alle forzature di Trump. Allo stesso tempo – continua – è necessario ridefinire le politiche di globalizzazione, che evidentemente stanno mostrando tutte le loro crepe, anche attraverso il ruolo del WTO”.
Lorenzo Costa