Arte

Leonardo Visioli, Musica nella
stanza in anteprima Sky24 il 15

Cinque lustri, tre dei quali di hard work per crescere e ed evolvere, per darsi e dare sempre di più. Alla domanda “cosa è per te la musica?” accenna un sorriso, come a dire ecco il domandone, per poi rispondere: “chiedimi piuttosto cosa non è!!, sarebbe bello vivere con ciò che scrivo”

Ha solo 25 anni Leonardo Visioli ma sono quindici anni che cammina nella musica e di strada ne ha fatta: l’EP Musa Rosa, che include i brani Ballo Liquido, Paravento, 0587 e Brilla, il singolo Simposio Moderno e l’ultimo, Musica nella Stanza, il cui video uscirà in anteprima su Sky24 il 15 gennaio.

Inizia a dieci anni a prendere lezioni all’Estudientina con Bobo Rivieri e con la chitarra è amore al primo tocco tanto che, ancora giovanissimo, capisce che nella musica è il suo spazio. Si diploma al liceo e al Modern Music Institut (MMI) e sta per concludere gli studi accademici di chitarra al conservatorio, dove frequenta il corso di Popular Music, il tutto a Parma.

Studi e talento non si fermano però solo sulle corde della chitarra ma toccano anche le corde vocali: canta in vari gruppi ma poi decide di perfezionarsi prendendo lezioni di canto a cui dedica anni di duro studio col maestro Gabriele Gozzi. L’impegno, la tenacia, la costanza accrescono le sue qualità artistiche e aprono la strada ad una ulteriore svolta che si concretizza con la decisione di intraprendere la carriera da solista in collaborazione con un amico di conservatorio, Pablo Colaleo, e con Camilla Bozzini Garzi, talento nelle arti grafico-figurative, che gli cura l’immagine, la regia e la comunicazione.

Rispetto alle sue influenze iniziali, prevalentemente rock, il conservatorio gli apre un mondo altro, altri orizzonti, altre sperimentazioni che portano la sua musica a virare dal rock alla Jimmy Page ad un pop/rock più comunicativo e percepibile che lo rappresenta maggiormente.

Musica nella stanza è un brano “vero, riflessivo e anche ballabile” per usare le sue parole, un opera evocativa che rimanda ad immagini, a metafore, a sogni e a stanze in cui l’introspezione viaggia su binari morbidi e non pesa. Per questo il brano non finisce ma sfuma in un ensemble di sintetizzatori che portano, piano piano chi ascolta, fuori dalla stanza come in una resurrezione, dentro resta solo il suo sudario.

Ti abbandoni, immagini, rifletti, è un dolore dolce che via via, cambia in piacere; infine esci dalla stanza, come da un bagno caldo, ancora stordito dal godimento, accompagnato da un “carosello sint” come fa l’aroma del sapone sulla pelle che rimane ancora a bagno concluso.

L’arte di Leonardo ha una stanza anche nella sua abitazione, una stanza dove insegna musica, registra, compone. Non mancano le collaborazioni con colleghi di conservatorio, coi quali tra gennaio e febbraio si esibirà dal vivo, e col gruppo Koomari, una band e non solo, di musicisti e artisti locali, amici di sempre, che lasciano intendere di avere parecchia carne al fuoco e infine coi ragazzi del birrificio Mad One suoi sponsor ufficiali.

Cinque lustri, tre dei quali di hard work per crescere e ed evolvere, per darsi e dare sempre di più. Alla domanda “cosa è per te la musica?” accenna un sorriso, come a dire ecco il domandone, per poi rispondere: “chiedimi piuttosto cosa non è!!, sarebbe bello vivere con ciò che scrivo

Giovanna Anversa

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