Giornalismo e ChatGPT:
il parere dell'avvocato Contini
Contini è IP Lawyer: ha una vasta esperienza nel contenzioso in materia di proprietà intellettuale, in particolare in tutte le questioni relative a brevetti (con particolare attenzione a Tmt, brevetti informatici e software), know-how, marchi, nomi a dominio, indicazioni geografiche, design, concorrenza sleale.

Sul tema dell’intelligenza artificiale, che riguarda anche aspetti legati al mondo del giornalismo mediante con le potenzialità di ChatGPT, si è espresso Alberto Contini, un esperto di Casalmaggiore, che da anni esercita l’attività di avvocato a Milano, occupandosi in particolare di contenzioso in materia di proprietà intellettuale.
E grazie alla vasta esperienza maturata in questo segmento ha firmato un interessante articolo che è stato pubblicato sull’ultimo numero di Tabloid, che è la rivista dell’Ordine dei Giornalisti di Milano. In tutto 4 pagine il cui contenuto è chiaro già dal titolo: “Di chi è l’opera creata da ChatGPT? Criticità e prospettive”. Tabloid è per così dire un “organo interno” dei giornalisti lombardi, per i quali il tema trattato da Contini assume una grande importanza in chiave professionale futura.
L’articolo coniuga l’innovazione tecnologica al tema della proprietà intellettuale: vale a dire, a chi appartiene il diritto d’autore di un articolo scritto ad esempio da ChatGPT? E chi eventualmente è chiamato a rispondere del suo contenuto in sede giudiziale? Domande che per il momento non hanno risposte univoche, come spiega Contini nell’articolo, in quanto la legislazione deve ancora disciplinare l’argomento.
“L’avvento di sistemi di intelligenza artificiale sempre più evoluti – recita l’articolo – e in grado di realizzare su un input dell’utente testi scritti e immagini fotografiche pone importanti sfide di corretta gestione dei diritti di proprietà industriale e intellettuale”. Contini poi si sofferma sulla legislazione vigente che disciplina il diritto d’autore, il cui titolare deve possedere capacità giuridica, cosa che non può valere per un sistema di intelligenza artificiale. Poi l’avvocato propone una soluzione: se l’input dell’utente è limitato alla formulazione di una richiesta, la titolarità dovrebbe essere dello sviluppatore, se invece l’input dell’utente è sostanziale la titolarità dovrebbe spettare a lui. Ma la questione è controversa, e dovrebbe essere gestita in comunione dai soggetti, ma qui dipende dalla forza contrattuale degli utenti.
Abbiamo contattato l’avvocato Alberto Contini (figlio del noto Giangiacomo, insegnante di educazione fisica, allenatore di tanti atleti Interflumina oltre che egli stesso giornalista) per chiarire il punto: «Proprio in queste zone grigie – afferma – dico che sarebbe importante regolamentare per contratto l’accordo ma, come si può capire, per il singolo giornalista è difficile confrontarsi con un’azienda di grande rilievo».
Ci sono casi limite registrati in Nord America: il Washington Post nel 2017 pubblicò quasi mille articoli scritti dall’intelligenza artificiale, mentre il sito internet di un giornale canadese ha un direttore che è un motore di intelligenza artificiale. «Anche in Italia il tema è di attualità: il quotidiano Il Foglio per 30 giorni ospita alcuni brevi articoli scritti dall’intelligenza artificiale, chiamando i lettori a indovinare quali siano. Sono testi scritti da ChatGPT».
Il prossimo 20 aprile Alberto Contini sarà relatore allo Iulm di Milano in un corso di formazione per giornalisti proprio sulla violazione dei diritti d’autore. Ma si sta specializzando in giornalismo? «Per la verità continuo ad occuparmi principalmente di brevetti, know how, design e altro».
In effetti Contini è IP Lawyer: ha una vasta esperienza nel contenzioso in materia di proprietà intellettuale, in particolare in tutte le questioni relative a brevetti (con particolare attenzione a Tmt, brevetti informatici e software), know-how, marchi, nomi a dominio, indicazioni geografiche, design, concorrenza sleale. Ha anche un focus speciale su tutte le principali questioni di contraffazione in rete.
In particolare, ha maturato una rilevante esperienza nella gestione di cause legali di risarcimento danni e di restituzione di utili. Negli anni ha inoltre maturato una notevole competenza nella redazione e negoziazione di contratti commerciali – per conto di primarie aziende italiane e in- ternazionali – tra cui contratti di agenzia e distribuzione, accordi di segretezza e non divulgazione, trasferimento di tecnologia, brevetti, marchi e licenze d’autore, patti di convivenza, patti transattivi.
V.R.