Zibello, weekend di cultura, musei
aperti (anche quello del cinema)
Al piano superiore dell’ex convento spicca invece la straordinaria collezione nata dall’idea, e dalla passione per il cinema, dei fratelli Amedeo e Luciano Narducci. Comprende importanti attrezzature cinematografiche (molte delle quali di notevole valore e rarità), bobine, vetrini, immagini fotografiche e di cartellonistica, sistemi di registrazione e riproduzione di suoni ed immagini

Dopo la lunga sosta invernale, a Zibello, patria del celebre culatello, riaprono i musei della civiltà contadina e dei reperti bellici, entrambi intitolati al loro fondatore, dottor Giuseppe Riccardi, e Il Cinematografo, museo del cinema dedicato alla memoria di Amedeo Narducci. Quest’ultimo sarà visitabile sia sabato 2 che domenica 3 aprile, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30. I musei della civiltà contadina e dei reperti bellici, invece, potranno essere visitati domenica pomeriggio, 3 aprile, dalle 14,30 alle 18. Per tutti una bella occasione per un fine settimana all’insegna della cultura, oltre che del gusto per coloro che decideranno di condire l’esperienza e la visita nel borgo rivierasco gustandosi un po’ di culatello. Il museo della civiltà contadina vanta una serie di oggetti e ricordi della vita in campagna dalla seconda metà dell’Ottocento al Novecento ed ha una singolare rilevanza tra le realtà culturali delle terre del Po. E’ suddiviso in sezioni nelle quali trovano sviluppo i singoli temi. Uno spazio è dedicato anche alla vita e al lavoro lungo il Po. E’ situato al piano terra dell’imponente e cinquecentesco ex convento dei Padri Domenicani dove si trova anche l’interessante museo dedicato invece ai reperti bellici. Entrambi i musei sono frutto del lungo, paziente e meticoloso lavoro di ricerca effettuato dallo storico medico condotto del paese, il dottor Giuseppe Riccardi che, durante le sue premurose e costante visite a domicilio sensibilizzava i pazienti sull’opportunità di donare oggetti e strumenti della civiltà contadina da mettere così a disposizione della conoscenza e dello studio di tutti. La risposta, anche dal cremonese e dal casalasco, è sempre stata concreta e significativa. Al piano superiore dell’ex convento spicca invece quella straordinaria collezione nata dall’idea, e dalla passione per il cinema, dei fratelli Amedeo e Luciano Narducci. Comprende importanti attrezzature cinematografiche (molte delle quali di notevole valore e rarità), bobine, vetrini, immagini fotografiche e di cartellonistica, sistemi di registrazione e riproduzione di suoni ed immagini. La collezione, dedicata ad Amedeo Narducci (da tempo venuto a mancare) è arricchita da film documenti d’archivio, manifesti, apparecchi perfettamente funzionanti, bozzetti, documenti sonori, macchine ottiche pre-cinematografiche (lanterne magiche), attrezzature cinematografiche antiche e moderne e pezzi provenienti dai set dei primi film italiani ed altri cimeli nazionali e internazionali ma anche testimonianze fotografiche e cartacee di alcune tra le figure principali che contribuirono a realizzare tra i più importanti film italiani ed esteri. In vista della riapertura, i musei hanno ricevuto di recente anche la visita del consigliere regionale Matteo Daffadà, accolto e accompagnato dal sindaco Massimo Spigaroli e dal consigliere comunale Alberto Gnappi. Per informazioni è possibile contattare i numeri 3474065078 (Cinematografo) e 3388061453 (civiltà contadina).
Eremita del Po, Paolo Panni