Politica

Palazzetto, Adamo Manfredi (M5S): "Nel 2013 dicevamo no a Silla, e diciamo no adesso"

Noi non abbiamo cambiato idea ed il nostro pensiero era chiaro già allora. Ed è chiaro oggi. Ci opporremo alla costruzione di una struttura di quelle dimensioni in quel luogo

CASALMAGGIORE – “Rispondo al sindaco che non ricorda, non so se volutamente o meno, chiedendo dove erano gli ambientalisti nel 2013 quando si ipotizzava il palazzetto sotto l’amministrazione Silla. Noi c’eravamo”. Adamo Manfredi, ex candidato sindaco dei Cinque Stelle ed ancora oggi membro del movimento Casalasco che fa riferimento a Beppe Grillo.

Ripercorre la storia Adamo e da buon archivista lo fa ritirando fuori vecchi faldoni. Appunti, articoli di giornale, tavole. Nel 2013 era stato l’allora sindaco Claudio Silla, insieme a Lara Cavalli a partecipare al bando indetto allora dal Ministero dello Sport. Quel bando fu poi annullato dalla Corte dei Conti per la protesta formale del governatore del Veneto Luca Zaia: la procedura bypassava le Regioni.

“Ci sono mie dichiarazioni di allora che attestano che non eravamo daccordo sul palazzetto. Nel maggio del 2014, ad esempio, in piena campagna elettorale e a Santa Croce, dicevo che Casalmaggiore non aveva bisogno di un grande palazzetto, al limite di una piccola struttura per le società dilettantistiche e per le scuole. Non era pensabile ipotizzare una struttura da 3.200.000 euro di cui solo 800 mila coperti eventualmente dallo Stato”.

“Inserimmo quella nota anche nella Campagna elettorale. Proponevamo di spendere bene, e diversamente, i pochi fondi pubblici disponibili e a differenza dello stesso Silla, di Ferroni e Bongiovanni non c’era accenno di palazzetto nel nostro programma elettorale. Riprendo quel che scrivevamo allora: ‘Il miglior modo per reperire fondi è spendere bene quei pochi che ci sono. Ci domandiamo se non si sono accorti che Casalmaggiore ha già da anni un palazzetto dello sport in area baslenga ed in tempo di crisi non è sinonimo di buon senso. Ci domandiamo quale sarebbe il senso di mandare i bambini della scuola elementare a fare attività fisica in una struttura da 1000 posti o più, con alti costi di gestione dati da riscaldamento, pulizia,  illuminazione e manutenzione immobile”.

“Noi non abbiamo cambiato idea ed il nostro pensiero era chiaro già allora. Ed è chiaro oggi. Ci opporremo alla costruzione di una struttura di quelle dimensioni in quel luogo”.

N.C.

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