Cultura

Sanificazione ambienti culturali. Dina Rosa: "Bisogna attenersi alle norme"

Ad esempio, i danni causati dalle sostanze usate per una disinfezione di tipo 'gassoso' possono essere gravissimi, anche a lunga distanza, sul patrimonio librario e cartaceo

CASALMAGGIORE – Sanificazione, come farla. Bisogna prestare la massima attenzione soprattutto al patrimonio librario e cartaceo affinché non subisca danni. A farsi portavoce della richiesta la professoressa Dina Rosa, di Salviamo il paesaggio. “In materia di sanificazione degli ambienti, è essenziale che siano diffuse e rese note tutte le norme contenute nel documento allegato trasmesso dal Ministero per i beni e le attività culturali. In particolare gli operatori, i responsabili di biblioteche, archivi e musei, nonché di luoghi pubblici (uffici amministrativi, scuole e chiese) contenenti opere d’arte o materiale cartaceo di importanza storica, devono conoscere quali danni possono essere arrecati al pratrimonio a causa dell’uso di prodotti inidonei. Ad esempio, i danni causati dalle sostanze usate per una disinfezione di tipo ‘gassoso’ possono essere gravissimi, anche a lunga distanza, sul patrimonio librario e cartaceo”.

Ma cosa dice l’allegato a cui fa riferimento la professoressa casalasca? Eccolo.

I.PULIZIA E SANIFICAZIONE

Premesso che con il termine di pulizia si intende il processo mediante il quale un deposito indesiderato viene staccato da un substrato o dall’interno di un sostrato e portato in soluzione o dispersione, la sanificazione, nell’accezione recepita dall’Istituto Superiore di Sanità,riguarda il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere disinfettati ambienti confinati e aree di pertinenza e superfici mediante ladistruzione o inattivazione di microrganismi patogeni. Nel ricordare che le procedure di sanificazione sono rivolte esclusivamente ad oggetti, superfici, porzioni di edifici, di uso comune e/o di passaggioe che per nessuna ragione le stesse procedure devono essere utilizzate per sanificare beni di interesse culturale, questo Istituto raccomanda, laddove possibile, di concertare le misure e la frequenzadelle operazioni di sanificazione con i restauratori interni o afferenti in qualche modo alle strutture stesse. Si raccomanda inoltre che ogni Istituto o luogo della cultura richieda e conservi le schede tecniche e di sicurezza dei prodotti impiegati per le procedure di pulizia e sanificazione. Qualora alcuni istituti e luoghi della cultura non siano provvisti di personale tecnico adeguato, o le operazioni di sanificazioni siano diverse e più estese, l’ICR si rende disponibile di concerto con gli altri istituti competenti, a valutare caso per caso la compatibilità delle procedure e dei prodotti utilizzati garantendo massima collaborazione e immediato riscontro.

1.Non è necessario eseguire una sanificazione alla riaperturadegli istituti e luoghi della cultura, salvo disposizioni differenti delle autorità competenti, in considerazione della spontanea inattivazione del virus dopo 9 giorni oltremodo se durante il periodo di sospensione dell’attività è stata eseguita regolare pulizia di spazi e ambienti comuni e/o di passaggio.

2.Non è necessario procedere alla sanificazione con prodotti chimici disinfettanti di cortili, portici, chiostri, strade, siti archeologici e superfici esterne calpestabili in ragione della scarsa probabilità di contagio e della sensibilità dei Coronavirus alla radiazione UV.

3.Pulire giornalmente gli ambienti di uso comune e/o di passaggio e gli oggetti, ivi inclusi maniglie, corrimano, tavoli, interruttori della luce, inginocchiatoi, panche, confessionali, tablet e audioguide individuali, ecc.., utilizzando acqua e detergente neutro evitando di produrre schizzi e spruzzi.

4.Sanificare periodicamente gli ambienti di uso comune e/o di passaggio e gli oggetti, ivi inclusi maniglie, corrimano, vetrine, tablet, audioguide individuali, ecc. utilizzando carta o panni in microfibra inumiditi con soluzioni di alcol etilico al 70% circa in acqua (400 ml di alcol etilico denaturato al 90 gradidiluiti in100 ml di acqua), evitando di produrre schizzi e spruzzi. Si raccomanda di effettuare la sanificazione dopo la regolare pulizia con acqua e detergente neutro.

5.Per la sanificazione di superfici dure in materiali sensibili all’alcol, quali il plexiglas, o le finiture superficiali di arredi lignei (vernici o lacche), potranno essere impiegati prodotti “disinfettanti” a base di ammoni quaternari senza profumazione comunemente denominati Presidi Medico Chirurgici (PMC) avendo cura di leggere l’etichetta, indossaretutti i DPI previsti, rispettare tempi di contatto. A tale scopo sono utilizzabili PMC commerciali a base di ammoni quaternari e quantitativi di alcoli inferiore al 20%.

6.Per la gestione delle operazioni di sanificazione e disinfezione degliambienti di Archivi e Bibliotechesi rimandaallelinee guidaprodotte dall’ Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro(ICPAL) e consultabili sul loro sito web.

7.Per le superfici morbide di uso comune (tappeti, moquette, divani ecc..) procedere a regolare aspirazione e utilizzare rivestimenti monousoo rivestimenti lavabili con acqua e sapone neutro o elettrodomestici a vapore. Nel caso fosse necessario procedere in tal senso, queste operazioni dovranno essere condotte in ambienti separati e mai in prossimità di beni di interesse culturale.

8.Valutare la possibilità per alcune superfici morbide di interesse culturale, che arredano e decorano chiese, musei, dimore e ville storiche aperte al pubblico, di prevedere l’utilizzo di rivestimenti di protezione delle polveri (Tyvek e TNT) e piani di manutenzione ordinariaa cura di restauratori abilitati.

9.Qualora le operazioni di sanificazionevengano eseguite in prossimità(distanza < 1 metro) di opere d’arte, arredi storici e beni di qualsiasi natura di interesse culturale, questi devono essere opportunamente protetti con teli di polietilene o spostati in ambiente idoneoper tutta la durata delle operazioni, da restauratorie/o da personale interno adeguatamente formato. Qualora non fosse possibile, si dovrà valutare una supervisione o una consulenza di restauratori abilitati.

10.Adottare misure in grado di garantire un buon ricambio d’ariatenendo in considerazione le esigenze conservative specifiche dei materiali costitutivi delle opere d’arte, avendo cura di rispettare i parametri termoigrometrici contenuti nell’atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei, D. Lgs. n.112/98 art. 150 comma 6, Ambito VI, sottoambito 1,parametri ambientali.

II.PRODOTTI, SOSTANZE E PROCEDURE DA EVITARE IN CONTESTI IN CUI SONO PRESENTI BENI DI INTERESSE CULTURALE

1.E’ da evitare l’uso di prodotti a base di cloro (candeggina), anche in basse concentrazioni, per la pulizia e la sanificazione di ambienti e contesti in cui sono conservati beni di interesse culturale o parti di essi, a causa dello sviluppo di cloro gassoso, catalizzatore di processi di degrado ed estremamente dannoso per diversi materiali, fra cui metalli, sostanze organiche e pigmenti (es: l’annerimento del cinabro,corrosione su manufatti metallici e lapidei).

2.E’ controindicato l’uso di prodotti a base di perossido di idrogeno (acqua ossigenata), seppur in basse concentrazioni, per la pulizia e la sanificazione di ambienti in cui sono conservati beni di interesse culturale o parti di essi, perché possono provocare fenomeni di corrosione e degrado.

3.E’ da evitare l’uso di ozono,che nonostante la comprovata capacità virucida ha un forte potere ossidante in grado di provocare danni a molti materiali, come corrosione dei metalli e alterazione di macromolecole biologiche tra cui aminoacidi e lipidi (es. materiali organici quali carta, cuoio, pergamena, pellicole pittoriche a base di uovo, caseina, olio o polimeri di sintesi ecc.). Inoltre la forma gassosa rende la procedura difficilmente confinabile, anche se non utilizzata direttamente negli ambienti di esposizione dei beni di interesse culturale.

4.Sono da evitare procedure di sanificazione che impieghino raggi UV, poiché, nonostante la rilevata sensibilità dei Coronavirus a tali radiazioni, vi sono numerose difficoltà e limitazioni nell’impiego dovute alla pericolosità per la salute umana. La procedura è inoltre potenzialmente dannosa per alcuni materiali organici costitutivi di beni di interesse culturale a causa dei meccanismi di fotossidazione indotti.

5.E’ importante eseguire le procedure di sanificazione evitando la dispersionedi goccioline e la nebulizzazionedi alcun prodotto/sostanza, ivi incluse le soluzioni idroalcoliche, in ambienti o contesti in cui si trovino beni di interesse culturale.

III.BUONE PRATICHE

1.Fermo restando la necessità di non entrare in contatto con beni di interesse culturale, siano essi arredi (panche, inginocchiatoi, confessionali ecc.), suppellettili sacre (calici, ampolle, ostensori ecc.) o organi storici, valutare l’opportunità di sostituire eventuali oggetti usati nelle funzioni liturgiche con oggetti moderni. Se possibileimpedire altresì l’accessoad elementi architettonici storici(acquasantiere, balaustre, plutei ecc.) oppure creare zone di protezione intorno a beni di interesse culturale di uso comune, per evitare di procedere a periodiche operazioni di sanificazione.

2.Qualora debbano essere maneggiati, esposti, portati in processione opere d’arte e/o alcuni oggetti di interesse culturale o parte di essi per attività espositive e/oragioni di culto o rituali si raccomanda di utilizzare i DPI necessari e provvedere, una volta terminata la circostanza, a collocare gli stessi in un ambiente confinato e protettoe a non utilizzarli o venirne a contatto per i successivi 10 giorni.

3.Valutare la possibilità per superfici calpestabili di particolare valore(pavimenti con mosaici, commessi, tarsie lignee, intagli e assimilabili) e sensibili a frequenti lavaggi di ricorrere a misure diprevenzione indirettaquali l’uso di copriscarpe monousoconsiderando altresì la possibilità di istituire percorsi obbligatori.

Premesso che le procedure di sanificazione per nessuna ragione devono essere direttamenteapplicate ai beni di interesse culturale, qualora le suddette operazioni debbano essere eseguite in prossimità(distanza < 1 metro) di opere d’arte, arredi storici e beni di qualsiasi natura di interesse culturale, questi devono essere opportunamente protetti con teli di polietilene o spostati in ambiente idoneoper tutta la durata delle operazioni, da restauratori e/o da personale interno adeguatamente formato. Se non fosse possibile predisporre queste misure precauzionali, si rimanda alla consultazione della seguente tabella.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...