Platonov, Anton ?echov nella rilettura fatta da Il Mulino di Amleto sabato al comunale
Teatro Comunale di Casalmaggiore - Via Cairoli 57 - Casalmaggiore Tel. 0375 200434 - teatro@comune.casalmaggiore.cr.it - www.teatrocasalmaggiore.it - FB @TeatroComunaleCasalmaggiore

Arriva al Teatro Comunale di Casalmaggiore sabato 14 dicembre alle ore 21 la prima commedia di Anton ?echov nella rilettura fatta da Il Mulino di Amleto, considerata tra le compagnie più significative della nuova generazione teatrale (nata nel 2009 da un gruppo di giovani attori diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Torino): “Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove” regia di Marco Lorenzi, che ne ha riscritto e adattato il testo con Lorenzo De Iacovo, appuntamento della Stagione 2019-2020, diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore con il sostegno della Regione Lombardia nell’ambito di Circuiti Teatrali Lombardi, evento inserito nel programma di “Stupor Mundi”.
Lo spettacolo – che vede in scena Michele Sinisi, Stefano Braschi, Roberta Calia, Yuri D’Agostino, Elio D’Alessandro, Barbara Mazzi, Stefania Medri, Giorgio Tedesco, Angelo Maria Tronca – è una finestra aperta su un C?chov quasi sconosciuto, su un testo giovanile ritrovato casualmente e generalmente considerato “non rappresentabile”. Durante i tumulti della rivoluzione russa del 1917, Maria C?chov, sorella di Anton, nascose molti manoscritti e appunti del fratello in una cassetta di sicurezza a Mosca. Nel 1921 alcuni studenti sovietici riuscirono ad aprirla e scoprirono l’opera teatrale scritta da C?chov a soli ventun anni.
L’azione si svolge nella tenuta caduta in disgrazia di Anna Petrovna dove in una calda estate trascorrono le vuote serate, tra fiumi di vodka, una serie di personaggi tra cui il maestro elementare Platonov, conteso tra la moglie Sasha, la stessa padrona di casa e la giovane Sofja. Della combriccola fanno anche parte Sergej Pavlovic Vojnjcev – figliastro di Anna e artista teatrale – il ricco Porfirij, il figlio Kirill, giovane medico scriteriato e, infine, Sasha, moglie tradita di Platonov. Una festa sopra la tragedia, per personaggi insolitamente comici malgrado l’insostenibile solitudine e l’inconsistenza della loro ricerca di amore.
Platonov, così in genere viene chiamato questo primo dramma di Cechov, è il fallimento dell’utopia del suo giovane autore che vuole raccontare la vita cogliendone i meccanismi più profondi. Il suo sforzo s’infrange contro la vita stessa e l’impossibilità di coglierla nella sua interezza in un dramma teatrale. Ciò? che resta e? un gigantesco affresco composto da brandelli di scene, dialoghi, personaggi che cercano un senso a quello che senso non può? avere, che cercano una forma a quello che forma non può? avere. Un grande e meraviglioso affresco incompiuto a cominciare dal titolo: Bezotcovs?c?ina significa infatti Orfano di padre. Come un’opera Senza Titolo. Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicita? e? altrove è un’opera non finita per esseri umani non finiti, incompleti, incerti, resi fragili dal loro “voler essere” che si scontra inevitabilmente con ciò? che sono nella realtà?.
‹‹Certe scelte si possono fare solo con la follia dei trent’anni o con la saggezza dei sessanta”, mi ha detto una volta un famoso regista teatrale – scrive il regista Marco Lorenzi – Parto da questa frase per riavvolgere indietro il nastro che porta me e la mia compagnia a C?chov. La volontà di cercare un cortocircuito tra C?chov e il nostro essere uomini e donne, in un tempo come quello in cui viviamo, è il cuore e la carne di questo lavoro. Nella ricerca con i miei attori non cerco la chiave del personaggio, ma dell’attore stesso. E come loro vanno oltre il ruolo, così anche allo spettatore vorrei chiedere di oltrepassare quella linea di confine. Immagino questo Platonov in uno spazio che unisca attori e spettatori. Per raccontare la tenuta di Anna e Vojinicev e la “carne umana” che la abita, ho bisogno di una vetrata, tanti bicchieri e bottiglie trasparenti come lo sguardo degli attori e le loro lacrime, un lungo tavolo dove tutti si incontrano, un video per cogliere i dettagli di questa umanità, usare il “voi” come C?chov per poi scivolare nel “tu”, perché il rapporto tra due persone sta cambiando. E vestiti belli, perché questa umanità e questi attori sono belli, belli, belli e io li amo. Tra le note di regia, dopo una filata, con i miei attori ci siamo detti che il teatro che stavamo raccontando è amore e gioia e niente più, questo raccontiamo: amore, gioia e vita. In sintesi, un allestimento scarno, non realistico ma vero, puro, che chiede al pubblico di essere e sentirsi parte della storia che viene raccontata. Avvicinare le distanze per condividere la furia, le emozioni e i dolori che esploderanno inevitabili. Uno spettacolo libero e lieve, che nasce da un grande desiderio per l’improvvisazione e l’autenticità››.
Platonov ha vinto il Last Seen 2018 di Krapp’s Last Post ed è stato segnalato da Birdmen Magazine tra i dieci spettacoli imperdibili del 2019 ed è finalista al Premio Rete Critica 2019.
Contribuiscono alla realizzazione della Stagione Teatrale: AFM Casalmaggiore srl, Azotal spa, La Briantina spa, Padania Alimenti srl, Stefanoni Gaetano.
Informazioni e prenotazioni Tel. 0375 284496 – Fax 0375 200251 – csc@comune.casalmaggiore.cr.it
Prezzo dei biglietti: € 18,00 (platea e palchi), € 15,00 (ridotti), € 11,00 (loggione). I biglietti si acquistano presso il botteghino del Teatro tutti i giorni di spettacolo a partire da un’ora prima l’inizio previsto. È inoltre possibile acquistare in prevendita i biglietti dei singoli spettacoli presso il Centro Servizi al Cittadino (Piazza Garibaldi, tel. 0375 284496), dal lunedì al sabato dalle ore 08.30 alle 12.30.
Fino a 24 ore prima di ogni spettacolo viene messo a disposizione del pubblico un quantitativo di biglietti per l’acquisto tramite rete internet. L’acquisto può essere effettuato sul sito HYPERLINK “http://www.vivaticket.it” www.vivaticket.it.
INFORMAZIONI
Teatro Comunale di Casalmaggiore
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Raffaella Ilari