Genetica, da Bruxelles nuova apertura alle biotecnologie in agricoltura
Equilibrio da trovare, come sempre, nel nome della scienza: "Il settore agricolo ha bisogno di ricerca e innovazione, non di cavilli burocratici e legali. Abbiamo gia? perso troppo terreno, e? ora di iniziare a recuperarlo".

Altra fumata bianca da Bruxelles sul fronte delle nuove biotecnologie in agricoltura. Pochi giorni fa infatti il Consiglio Ue ha formalmente invitato la Commissione Europea a presentare una relazione, corredata anche da eventuali proposte legislative, sulle conseguenze della sentenza della Corte di Giustizia Europea del luglio dello scorso anno, che in sostanza faceva rientrare gli organismi ottenuti con le nuove tecniche di mutagenesi (le cosiddette Nbt, New Breeding Techniques) nella sfera di applicazione della direttiva 18/2001, relativa ai tradizionali Ogm (Organismi Geneticamente Modificati).
In particolare, il Consiglio Ue ha chiesto di approfondire la possibile disparita? di trattamento dei prodotti europei rispetto a quelli importati: «Decisione molto importante – commenta Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – che riapre ulteriormente la discussione su questa questione, che ha un impatto diretto sulla sostenibilita? ambientale ed economica delle nostre aziende. La sentenza del luglio 2018 ha aperto la strada verso possibili disparita? a livello dei vari stati membri, occorre ripristinare un equilibrio». Equilibrio da trovare, come sempre, nel nome della scienza: «Il settore agricolo ha bisogno di ricerca e innovazione, non di cavilli burocratici e legali. Abbiamo gia? perso troppo terreno, e? ora di iniziare a recuperarlo. Le nuove tecniche di mutagenesi sono in grado di produrre con un minor impatto in termini di risorse naturali e con miglioramenti netti per quanto riguarda la resistenza alle malattie e ai cambiamenti climatici».
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