A Casalmaggiore si nasce ancora... Senza Punto Nascite parto in casa per una coppia
"Il parto è avvenuto con tre settimane d'anticipo. Un imprevisto. Abbiamo chiamato il 118 che ha impiegato una decina di minuti ad arrivare. Non potevamo aspettare. Abbiamo fatto tutto da soli" spiega il papà del bimbo. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1
CASALMAGGIORE – Il 31 ottobre è stato chiuso il Punto Nascite dell’ospedale Oglio Po ma a Casalmaggiore si viene ancora al mondo e lo si fa solo grazie alla prontezza di mamma e papà. Un bimbo di 2 kg e 700 grammi ha visto la luce prematuramente tra le mura domestiche, in un condominio che si affaccia sulla strada Asolana, alle 2.38 di giovedì 8 novembre.
“Adesso per fortuna bimbo e mamma stanno bene – ci rassicura papà Altin -. Da una parte è bello ma dall’altra c’è il rischio che poteva andare tutto male…”. A rischiare sono le vite di più persone, di una creatura pronta a nascere e della madre alle prese con un parto d’urgenza al di fuori di un ospedale.
Cinque minuti al massimo il tempo necessario per raggiungere l’OglioPo da Casalmaggiore. Quaranta, quelli per correre a tutta velocità verso il Maggiore di Cremona. Troppi per un’emergenza che mamma Esmeralda e papà Altin hanno dovuto affrontare da soli, complice la chiusura del Punto nascite del nosocomio casalese.
“Il parto è avvenuto con tre settimane d’anticipo. Un imprevisto. Abbiamo chiamato il 118 che ha impiegato una decina di minuti ad arrivare. Non potevamo aspettare. Abbiamo fatto tutto da soli e quando sono arrivati i medici il bimbo era già nato” spiega sempre Altin. Se nell’urgenza dell’evento vi foste messi in auto per provare a raggiungere Cremona? “Poteva rischiare il bambino. Un rischio inimmaginabile”.
Papà Altin ci ha risposto al telefono dal reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Maggiore di Cremona, a poche ore dalla nascita di suo figlio. Lo salutiamo mentre ci garantisce che mamma e bimbo sono in salute e si stanno godendo i primi istanti di una nuova vita più forte di tutto, anche dell’incapacità delle istituzioni di ascoltare le reali esigenze di un territorio, quello casalasco, sempre più periferia di Provincia e Regione.
Simone Arrighi