Cronaca

Rivarolo Mn: scuolabus, Sirica risponde: "Clima subito ostile, ma basta bugie dalla giunta"

“Ho sospettato dal primo giorno in cui era partito il servizio - spiega Sirica - che qualcosa tra di loro in comune non andava. L’ho capito osservando la faccia che ha fatto la segretaria quando è stata messa al corrente degli accordi. Da lì e iniziata una strategia insopportabile".

Foto di repertorio

RIVAROLO MANTOVANO – Non si fa attendere la risposta da parte di Gaetano Sirica, titolare del servizio di trasporto scolastico che è entrato in forte polemica con il comune di Rivarolo Mantovano. “Contrariamente a quanto spiega la giunta – risponde Sirica – io non ho partecipato a nessuna gara di appalto pubblicata dal comune, che anzi ne ha pubblicate due ed entrambi sono andate deserte. Piuttosto abbiamo avuto una trattativa privata che non prevedeva nessun cauzione, mentre il certificato antimafia è stato consegnato alla segretaria per ben due volte. Quest’ultima tuttavia continuava a richieder anche quello del dipendente assunto a prestazione d’opera, ma le è stato ribadito in numerose occasioni che non posso chiedere al dipendente l’antimafia, bensì al massimo il casellario giudiziario. Non c’è però stato verso: secondo la segretaria non eravamo in regola”.

“Ho sospettato dal primo giorno in cui era partito il servizio – spiega Sirica – che qualcosa tra di loro in comune non andava. L’ho capito osservando la faccia che ha fatto la segretaria quando è stata messa al corrente degli accordi che erano intercorsi il giorno prima tra me ed i rappresentanti del comune, mentre lei non era presente. Da lì e iniziata una strategia insopportabile con richieste continue di documentazione illogiche, mentre sono state messe addirittura in dubbio anche le nostre patenti di guida. Per di più il comune ha sporto querela per interruzione di servizio pubblico: mi piacerebbe capire questi signori da dove interpretano queste leggi”.

Sirica si rivolge poi al vicesindaco Mariella Gorla. “Io sto aspettando ancora alcune risposte dalla signora: il contratto di comodato d’uso dello scuolabus comunale; i tesserini per i ragazzi che usavano e usano ancora lo scuolabus; il perché sia stato costretto a trasportare più persone di quelle consentite dalla carta di circolazione dello scuolabus; per qualche uscita scolastica vi serviva un prestatore d’opera o un dipendente ad 8 ore al giorno? Quando sono stati stipulati gli accordi era prevista solo qualche uscita scolastica, e invece alla fine erano previste tutti i giorni, a volte anche un paio al giorno. Non solo: la mattina del 22 marzo nell’accordo si diceva che mi sarei impegnato a farvi avere un appuntamento col mio legale per farvi spiegare le leggi nelle quali rientrava il nostro contratto e anche che il contratto di assunzione del dipendente per lo scuolabus era regolarissimo. Ma pure lì vi è stata una discussione perché voi volevate avere chiarimenti ed io dovevo pagare il legale, che in realtà sta ancora aspettando la vostra telefonata. Nonostante tutto vi è stato effettuato il servizio sino al rientro a casa dei ragazzi”.

Sirica insiste. “Gli accordi dei pagamenti erano a 15 giorni dalla data di fattura, ma dopo il vostro comportamento vi avevo scritto sulla notifica che il giorno dopo vi avrei inviato fattura e in tarda mattinata dovevate pagarla. Lì è venuta fuori la vostra vera faccia: ancora oggi non avete pagato e sono scaduti anche i 15 giorni previsti dal contratto da voi firmato. Inoltre il costo del servizio non è quello che è stato comunicato. Parliamo invece di 100 euro più Iva al 22% per lo scuolabus del comune, e 230 euro più Iva al 10% per il nostro bus, più il gasolio per entrambi i mezzi. E questo non è mai piaciuto alla segretaria, sin dal momento in cui era stata messa al corrente”.

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