Cronaca

La nuova Sala Lido rilancerà la canoa agonistica sul fiume Po: ecco come sarà

Studio Rinnova ha rimarcato l’attenzione, nell’intervento, al miglioramento energetico dell’edificio, sia per quanto riguarda l’isolamento termico dell’involucro che per l’efficenza impiantistica. “Una sfida non semplice dato che si parla di una struttura vincolata” spiega con soddisfazione Chiarini.

CASALMAGGIORE – Per cominciare una certezza: quello dato alla scalinata di accesso alla Sala Lido Po di Casalmaggiore, abbattuta nei giorni scorsi, non sarà un addio, bensì un arrivederci. Nel progetto di Studio Rinnova con l’architetto casalese Damiano Chiarini in prima persona, come mostra il rendering, la scalinata è stata demolita perché pericolante ma è destinata ad essere ricostruita allo stesso modo. Si tratta di uno scalone storico con gradoni in cemento, che ha segnato generazioni di casalesi quando – fino al 1971 e prima di essere acquistata dal comune che la rese sala civica – la Sala Lido, inaugurata l’8 luglio 1934, rimase un locale da ballo. E la sua demolizione, inutile negarlo, aveva fatto temere il peggio in termini di perdita di memoria storica.

L’occasione e la precisazione sono però utili per fare il punto dei lavori, eseguiti dalla ditta Azimut, iniziati ormai da un mese e che dureranno fino a inizio estate. Come preannunciato, il primo piano diventerà una nuova palestra e sala riunioni per i soci degli Amici del Po, che hanno acquistato nel 2013 dal comune la struttura, anche se è corretto precisare che, almeno per il piano terra, questo venne dato in concessione all’associazione già dal 1998. A proposito, proprio il piano terra sarà un ricovero principalmente per le canoe, anche per prendere in mano con maggiore impegno agonistico la sorella sportiva del canottaggio, sport curato storicamente dalla Canottieri Eridanea, per garantire un rilancio di questa disciplina. La conferma giunge da Paolo Antonini, presidente degli Amici del Po, che non si è occupato dell’assegnazione lavori solo perché incompatibile con la carica ricoperta.

Per quanto concerne i lavori in sé, in primis sono state effettuate prove di carico per la terrazza e il solaio, ottenendo risposte confortanti, mentre la scalinata era davvero malmessa. Da qui l’incontro con la Sovrintendenza dei Beni Culturali, ai cui vincoli l’immobile è sottoposto e che ha concesso il nulla osta, proprio in virtù del rifacimento della scalinata che ricalcherà la forma originale. Ora invece è partito il consolidamento strutturale delle fondazioni, ossia sui pilastri, per verificarne l’affidabilità. In tutto questo Studio Rinnova ha rimarcato l’attenzione, nell’intervento, al miglioramento energetico dell’edificio, sia per quanto riguarda l’isolamento termico dell’involucro che per l’efficenza impiantistica. “Una sfida non semplice dato che si parla di una struttura vincolata” spiega con soddisfazione Chiarini.

Giovanni Gardani 

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