Ambiente

Boretto presenta il progetto "The Urban River": l'Oglio Po può prendere esempio?

Come ben sanno tutti i casalaschi che soprattutto nei mesi estivi affollano la riviera del Po nella vicina Boretto, lì è presente un’area utilizzata per la navigazione, la ristorazione e lo svago. Vi è ormeggiata tra l’altro la Motonave Stradivari, il battello fluviale più lungo d’Italia, che organizza pacchetti turistici e crociere sul Po.

BORETTO – Incontri, riunioni, progetti che durano fintanto che sono garantiti i fondi pubblici, che raramente arrivano alla base, e poi promesse, auspici. Il Po è la nostra principale risorsa, ma nei fatti non ci puntiamo molto, mentre il contrasto è stridente con chi si trova sulla sponda opposta, vicino a noi.

A Boretto lo scorso fine settimana è stato presentato il progetto “The Urban River”, per la riqualificazione del sistema golenale del Po. Come ben sanno tutti i casalaschi che soprattutto nei mesi estivi affollano la riviera del Po nella vicina Boretto, lì è presente un’area utilizzata per la navigazione, la ristorazione e lo svago. Vi è ormeggiata tra l’altro la Motonave Stradivari, il battello fluviale più lungo d’Italia, che organizza pacchetti turistici e crociere sul Po: la prossima sarà una gita romantica la sera di San Valentino. Con la Stradivari, anche la motonave Padus.

Nei Magazzini del Genio, è stato dunque presentato il masterplan di un ambiziosissimo progetto di riqualificazione della fascia fluviale prospicente l’abitato di Boretto. Un’area in fondo simile a quel che è il Lido Po per Casalmaggiore, se non fosse che qui esiste solo una vecchia decadente struttura da poco venduta dal Comune e un attracco, questo sì nuovo, che è messo a rischio al passaggio di detriti. A Boretto dunque fanno sul serio, e hanno messo in cantiere un progetto che si propone di essere il più completo dell’intero tratto del fiume Po. Il progetto è stato presentato nel dettaglio dagli architetti coinvolti, corredato da slides e filmati, davanti ai numerosi cittadini presenti. La volontà dell’Amministrazione comunale ha incontrato l’appoggio dell’Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e delle autorità di bacino. L’obiettivo è la valorizzazione di tipo ambientale, turistico e museale, obiettivi che ovviamente sono collegati, attorno al porto turistico borettano.

Non una scelta facile da parte degli amministratori, che si sono impegnati ad affrontare costi che li vincoleranno per diversi anni, ovviamente dopo aver ottenuto l’appoggio dei privati. Ma qui stanno il coraggio e la coerenza. Si punta davvero sul fiume, non solo a parole o con interventi una tantum, ma con un progetto serio e di ampie vedute. Nel concreto, il progetto di riqualificazione è diviso in 5 ambiti: area sporting, area Museo del Po/Aipo, area Lido, area Bacchi e area Pontieri. L’operazione si propone di favorire la nascita di nuove attività turistico-commerciali, aumentando considerevolmente il numero di turisti rivolti alla navigazione fluviale e anche alla presenza in area Lido.

L’area Sporting si propone di recuperare edifici in parte abbandonati e relative aree per attività legate all’ospitalità turistica e in particolare alla nautica da diporto e alla pesca sportiva al siluro, due attività in grande crescita, con aree sosta per camping e dotazione di “case galleggianti”. L’area Museo del Po/Aipo riguarda l’ospitalità di aree espositive. L’area Lido è quella che più di ogni altra coinvolge direttamente la comunità che frequenta la zona, con la discoteca e il ristorante che in estate accolgono migliaia di persone, rappresentando un grosso richiamo, anche se la gestione atraversa in questo momento un periodo di crisi. Il progetto prevede la completa riqualificazione dell’intera area, edifici compresi, con nuovi percorsi e piazzette immersi nel verde e attrezzature sportive e ricreative. Su questo aspetto, da rilevare che il Comune ha da poco emesso un bando per la concessione in uso (di 6 anni) del ristorante del Lido Po: si parte da un canone mensile minimo di 1.160 euro, ed è necessario garantire l’apertura anche nei mesi invernali. Interessante anche il divieto di installare slot machine. In modo analogo, anche il locale con annessi pista da ballo, parco e bar, verrà concesso, per un canone mensile minimo di 1.170 euro.

Il quarto ambito è l’area Bacchi: l’area che ha ospitato l’attività estrativa, oggi dismessa, ospiterà una riqualificazione come parco di archeologia industriale. Infine, l’area Pontieri, che ospita il Museo Casa Pontieri e l’Albergo del Po in un tipico ambiente golenale: qui si prevede di riorganizzare l’ambito verde con percorsi integrati e funzionali destinati alle scuole e al tempo libero. Un percorso ciclo-pedonale collegherà i 5 ambiti tra loro.

«Questa idea progettuale – ha spiegato il sindaco di Boretto Massimo Gazza – ha alla base tre concetti fondamentali: organicità, vivibilità e valorizzazione. Riteniamo che per sviluppare turismo siano necessari luoghi del benessere: oggi come oggi l’area in questione è poco adatta al tempo libero e difficilmente vivibile per le famiglie. Pensiamo che il Po vada visto come un prodotto unico e per quanto riguarda il tratto borettese ci siamo presi una bella responsabilità: abbiamo voluto lanciare un messaggio di buona progettazione, con l’auspicio di fare da apripista per un miglioramento collettivo della fruizione del nostro fiume».

Il messaggio è arrivato, ora vediamo chi saprà coglierlo. Intanto parte la caccia ai contributi finanziari: l’assessore regionale al Turismo, presente a Boretto, ha garantito che la Regione Emilia Romagna farà la sua parte. Ora il progetto deve essere approvato dal Consiglio comunale, poi si partirà con la progettazione del primo lotto, e la conseguente ricerca di fondi attraverso appositi bandi.

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Nel frattempo il panorama del Lido Po di Casalmaggiore è desolante. La polemica si ferma al taglio delle piante, alla demolizione delle casette in golena, alle barche affondate ogni volta arrivano detriti contro il pontile o alla destinazione dell’edificio agli Amici del Po. Le capacità organizzative non mancano, mancano gli spazi. Un esempio lampante è quello di Franco Frassanito, che organizza concerti rock di alto livello ma non ha potuto farlo nella sua Casalmaggiore. E così ha fatto suonare nel 2011 i Jethro Tull, il 5 agosto 2014 gli America nell’unica data italiana del tour e il 1° agosto 2015 gli Uriah Heep. Dove? Ma al Lido di Boretto, ovvio. E chissà che gli ultimi protocolli d’intesa (martedì a Colorno è stato siglato un passaggio fondamentale per promuovere il fiume Po a patrimonio Unesco) non servano davvero, concretamente, a cambiare le cose anche nel casalasco…

Vanni Raineri 

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