Punto nascite, i numeri ci sono "Ecco perché è insensato chiuderlo" spiegano i medici
Il tema del mantenimento del punto nascite verrà affrontato dal Consiglio comunale di Casalmaggiore martedì prossimo, su richiesta congiunta dei due gruppi di minoranza Cnc e Il Listone, che sottoporranno ai consiglieri un documento del Comitato da inviare in Regione.

SOLAROLO RAINERIO – Un gruppo molto rappresentativo di medici dell’ospedale Oglio Po e di personalità autorevoli che si occupano di valorizzare la sanità locale si è ritrovato mercoledì sera a Solarolo Rainerio, in occasione di una conviviale del Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po che vedeva come relatore il dottor Alessio Pedrazzini, che da poco dirige l’Unità Operativa di Ortopedia presso il nosocomio di Vicomoscano.
Oltre a lui, erano presenti il dottor Luigi Borghesi, ex dirigente di Anestesia e Rianimazione da poco in pensione, il dottor Massimo Carini, che dirige l’U.O.di Cardiologia, il dottor Francesco Maldera, radiologo in pensione e presidente del Comitato per la salvaguardia dell’ospedale Oglio Po, la dottoressa Daniela Borella, Responsabile del Centro Psicosociale, e il dottor Claudio Toscani, presidente dell’Associazione Amici dell’ospedale Oglio Po.
Con una simile presenza, abbiamo approfittato dell’occasione per fare il punto con loro sul momento delicato che attraversa l’ospedale, in particolare sulla decisione, in arrivo a breve, sul futuro del punto nascite che rischia la chiusura. «Il problema del mantenimento del punto nascite – ha detto Borghesi, che è stato fra i promotori del comitato di salvaguardia – è legato a una serie di fattori. Uno è il calo delle nascite, che registra una riduzione generalizzata tanto che da tre anni siamo al di sotto del numero critico dei 500 nati per anno. Le direzioni generali della Asst di Cremona e dell’Ats Val Padana con sede a Mantova hanno presentato al Comitato Percorso Nascita Nazionale presso il Ministero della Salute un’istanza motivata per il rilancio del servizio, mantenendolo aperto in deroga alla legge». Legge che prevede il rispetto delle 500 nascite l’anno.
Con quali motivazioni si chiede la deroga? «A parte la bassa natalità, in particolare il punto nascite ha sempre lavorato in una realtà che era unita e che poi era stata divisa, con l’Oglio Po mantovano che rispondeva all’Assl di Mantova e il Casalasco a quella di Cremona. Una divisione che è stata di nuovo azzerata, quindi i consultori del territorio Casalasco-Viadanese saranno gestiti in un territorio, quello dell’Oglio Po, dove ogni anno nascono 800 bambini. Oltre a questo, si devono considerare altre situazioni, come le “manovre di sicurezza” che fanno sì che ogni anno alcune decine di nascite si verifichino a Cremona e a Mantova per iniziativa dei medici dell’Oglio Po per motivi di sicurezza legati ai parti prematuri. Il Comitato Nazionale si esprimerà a breve (anche perché i giorni di tempo concessi stanno scadendo, ndr), ma si tratterà comunque di una risposta consultiva, in quanto la decisione finale la dovrà prendere la Regione Lombardia».
«Come Rotary – si è rivolto Borghesi ai soci – dobbiamo da un lato conoscere le problematiche di quello che è l’unico ospedale per acuti della zona, ora che la nostra area è riconosciuta interaziendale con un minimo di autonomia, e poi farci carico di progetti che vengono fatti nell’ospedale». Alcuni dei quali sono stati accennati da Pedrazzini durante la relazione. Lo stesso Pedrazzini ha aggiunto: «Io credo molto nell’ospedale Oglio Po, altrimenti oggi non sarei qui. E’ una struttura molto bella anche esteticamente e ha grosse potenzialità. Anche la squadra che è presente funziona bene ed è in grado di risolvere i problemi».
Ha poi aggiunto Claudio Toscani: «Qualche anno fa nascevano all’ospedale 600-650 bambini l’anno, ma i ginecologi erano 8, e sappiamo che ognuno segue al massimo 60-80 partorienti. Se poi il ginecologo è ospedaliero, è ancor più difficile cercare in zona partorienti, che potrebbero invece aumentare in presenza di nostri specialisti nei vari ambulatori. Ma se è vero che possiamo permetterci di raggiungere quota 500, dobbiamo cercare di avere il personale che li segue. Se ciò non accade, il mancato rispetto della soglia è dovuto al solo fatto che anni fa c’erano 15 medici in più all’ospedale. Serve la buona volontà dell’azienda; Roma e Milano si palleggiano le responsabilità ma poi siamo noi a incassare i risultati».
Il tema del mantenimento del punto nascite verrà affrontato dal Consiglio comunale di Casalmaggiore martedì prossimo, su richiesta congiunta dei due gruppi di minoranza Cnc e Il Listone, che sottoporranno ai consiglieri un documento del Comitato da inviare in Regione, chiedendone l’approvazione anche agli altri comuni del territorio.
Vanni Raineri