Cronaca

Buon compleanno Umberto Viti, maestro di canottaggio e di vita. Festa tra amici all'Eridanea

Marzio Azzoni: "Ci ha trasmesso metodo, disciplina e determinazione, tutte doti che oltre che nello sport ci sono servite nella vita. E' sempre stato particolarmente attento, e questo è indice di spessore, a chi aveva più problemi".

CASALMAGGIORE – Un padre più che un allenatore Umberto Viti. E non solo per gli atleti di punta che hanno fatto la storia del canottaggio locale arrivando sino alle olimpiadi (Gianluca Farina e Simone Raineri) ma per tutti, anche per quelli che di risultati ne hanno avuti pochi a livello di gare, ma molti – e sempre – a livello di crescita personale. Perché il canottaggio è questo, la sensazione di vivere comunque in un ambiente in cui la prima e fondamentale regola è crescere.

“Oggi compleanno del nostro allenatore di canottaggio – scrive Damiano Chiarini – 80 anni di storia. Grazie per avermi insegnato a superare la fatica e raggiungere un obiettivo con tutte le forze. Canottieri: una grande famiglia”. E’ questo lo spirito di cui si parla. Ieri è stato festeggiato alla Canottieri Eridanea, in mezzo a tanti amici giovani e meno giovani, tutti uniti dallo stesso spirito e dallo stesso immenso grazie nei confronti di una colonna – non solo a livello locale – di questo sport.

“Lui è il vero allenatore – spiega Orlando Ferroni, che ha avuto modo in gioventù di essere ‘forgiato’ da Viti – e cioé quello che ti prepara ottimamente dal punto di vista sportivo ma anche quello che ti prepara a vivere, ad affrontare la vita. Ha preparato tanti atleti a risultati che poi tutti conosciamo, ma ne ha preparati tantissimi ad affrontare la vita. Quel che fa un padre insomma, con il vantaggio che a volte tanti piccoli problemi preferisci affrontarli con una persona al di fuori della famiglia quando sei giovane. Ecco, per me Viti è pure questo, un secondo padre”. Un uomo anche ‘duro’: “Sì, è una delle persone più franche che io conosca – prosegue Ferroni – nel bene e nel male, capace di un giudizio schietto, nel bene e nel male sulle possibilità di un atleta. Concreto e realista, come si dovrebbe sempre essere. Tutt’ora, nonostante l’età, ha ancora una visione avanzata dell’atleta. Ha una grande esperienza dalla sua parte”.

Marzio Azzoni, presidente dell’Eridanea: “Abbiamo deciso tra noi di fargli festa – spiega – e ci siamo ritrovati in una trentina. Umberto ha sempre avuto qualità umane eccezionali. Per tutti noi è stato un riferimento in gioventù. Due ore al giorno con gli allenamenti li vivevamo a stretto contatto. Ci ha trasmesso metodo, disciplina e determinazione, tutte doti che oltre che nello sport ci sono servite nella vita. E’ sempre stato particolarmente attento, e questo è indice di qualità e di spessore, a chi aveva più problemi. Era a loro che dedicava maggiore attenzione. Poi, dal punto di vista umano è sempre stata una persona divertente e piacevole. Come presidente della Canottieri Eridanea poi non posso non sottolineare il fatto che lui è stato un grandissimo allenatore che ha dato tantissimo alla Canottieri e a tutti. Gianluca Farina ne sta seguendo le orme ed è quello che vorrebbe fare pure Simone Raineri quanto prima”.

Perché, al di là dello sport in cui il nome Umberto Viti è già parte della storia, è tutto il resto che è ugualmente importante. Quattro medaglie olimpiche appuntate al petto grazie ai canottieri Farina e Raineri e mille altre storie di vita di cui andare fiero.

Nazzareno Condina

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