Oratorio Maffei, chiusa la Festa della Famiglia "senza barriere né muri"
E’ stata una tre giorni di eventi che ha vissuto diversi momenti clou, a cominciare, venerdì sera, dalla fiaccolata che ha portato all’incirca 150 persone in pellegrinaggio dal San Leonardo a Santo Stefano, con tre diversi tappe intermedie: via Porzio, piazza Garibaldi e Isola Bella.

CASALMAGGIORE – Tornata dopo oltre sei anni, la Festa della Famiglia organizzata dall’Oratorio Maffei di Casalmaggiore e in particolare dall’Associazione Famiglie Santo Stefano e dalla Federazione Oratori Cremonesi, è terminata nella serata di domenica con lo spettacolo teatrale “Il Brutto Anatroccolo” preparato appositamente dai ragazzi dell’oratorio.
E’ stata una tre giorni di eventi che ha vissuto diversi momenti clou, a cominciare, venerdì sera, dalla fiaccolata che ha portato all’incirca 150 persone in pellegrinaggio da San Leonardo a Santo Stefano, con tre diverse tappe intermedie: via Porzio, piazza Garibaldi e Isola Bella. Il corteo si è fermato poi presso il cortile dell’oratorio, mentre nelle diverse fermate sono stati letti passi dell’esortazione di Papa Francesco oltre della Bibbia, alternati sempre con il silenzio della meditazione e della riflessione. I cento libretti preparati dal vicario, don Marco Notarangelo, sono andati presto esauriti a conferma della buona partecipazione, animata anche dai canti del gruppo Joy Voices e dalla presenza di bambini e ragazzi del Grest, che hanno attivamente preso parte all’evento.
Domenica invece spazio alla messa degli anniversari di matrimonio, con ben 13 unioni ricordate, la più longeva delle quali ha celebrato i 60 anni dalla data delle nozze: un momento importante nel segno di Cristo, come il parroco don Cesare Nisoli ha avuto modo di ricordare nell’omelia, prima che i partecipanti (150 circa) si radunassero nei locali dell’oratorio per il pranzo comunitario, servito da tanti volontari, tra i quali spiccavano i ragazzi del Grest e non solo. Domenica pomeriggio, poi, spazio allo spettacolo dei bambini del doposcuola, mentre alla sera, come detto, “Il Bruno Anatroccolo”. Unico neo il maltempo che ha guastato lo spettacolo di sabato sera all’aperto in piazza Marini (“Quel Caino di mio fratello”), anche se in questo caso ad allietare l’evento ha pensato il vescovo di Cremona monsignor Antonio Napolioni, che a sorpresa è passato per un saluto ai ragazzi e agli organizzatori della Festa.
“Speriamo sia passato un messaggio di pace in tempi di grandi polemiche e battaglie ideologiche – ha spiegato don Marco Notarangelo – . Nell’ultimo periodo la discussione sui gender ha catalizzato l’attenzione, noi abbiamo invece voluto semplicemente proporre la bellezza dello stare insieme e abbiamo così pensato a questa formula per la nostra comunità. Abbiamo evidenziato l’importanza della famiglia e del matrimonio, senza alcun tono polemico e soprattutto senza alzare né barriere né muri. Anche i relatori che hanno parlato negli eventi organizzati (Paola Belletti giovedì 9 e Francesco Agnoli martedì 14 in una sorta di anteprima del weekend finale, ndr) hanno riportato loro storie ed esperienze, senza mai entrare in polemica”.
Giovanni Gardani