Gal: “Inopportuno
entrare in polemica
con la Regione”

Nella foto, Palazzo di Regione Lombardia
CALVATONE – Il consiglio di amministrazione del Gal Oglio Po Terre d’Acqua si è riunito per esaminare i contenuti della nuova programmazione regionale ed ha colto il significato di forte innovazione unito alle modifiche sostanziali apportate dalla Regione Lombardia in termini di governance e di modalità legate alle candidature dei territori. Nella relazione del presidente l’auspicio che si faccia tesoro dell’esperienza di tre piani di sviluppo condotti a termine con significative performances, a partire dal 2002. Le impegnative consultazioni, le proposte e le idee raccolte in una vasta azione di consultazione territoriale dei soggetti economici ed istituzionali rappresentano una ricchezza per la futura programmazione ed un contributo gratuito e senza ipoteche poiché é evidente che altra é la sede decisionale ?ma il territorio con le sue valenze non viene meno alla sua capacità propositiva. La riduzione significativa del ruolo dei Comuni e degli Enti Locali nei nuovi assetti decisionali, pur evidente nelle nuove norme, non può distogliere l’obbiettivo dalla necessaria ed insostituibile candidatura del territorio per le nuove misure.
“Le decisioni rispetto ai futuri assetti sono state declinate ma devono essere distinte da contrapposizioni di natura politica e personale”: scrivono dal Gal. “Devono, invece, guardare al lavoro intenso, metodico e capillare ?sviluppato anche in preparazione della nuova programmazione che non rappresenta un’inutile perdita di tempo ma soltanto un doveroso e generoso contributo di lavoro e di identità di un territorio che ha saputo declinare in passato e saprà individuare in futuro, in termini di coesione, i propri obbiettivi. Appare, peraltro, ?del tutto inopportuno per gli organi del GAL entrare in una polemica con le Istituzioni ed, in particolare, con la Regione che, parafrasando l’ammonimento dantesco di Virgilio a Caronte, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”.
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