Cronaca

“Il patrimonio
del Busi è notevole
ma improduttivo”

Nella foto, Franco Vacchelli e la Fondazione Busi

CASALMAGGIORE – Il vespaio scatenato dalle parole del presidente della Fondazione Busi, Franco Vacchelli (vedi link sotto), in occasione del convegno rotariano “Gli altri siamo noi” di sabato 28 febbraio, tenutosi in teatro comunale a Casalmaggiore, trovano ora le precisazioni dello stesso consiglio di amministrazione della Rsa di via Formis. Questo il comunicato integrale diffuso dai vertici della Fondazione Busi.

Non si pensava che un semplice accenno alle problematiche economico finanziarie della Fondazione scatenasse una reazione così “violenta” anche perché non era e non è in gioco l’onestà e l’onorabilità di chicchessia. Il precedente CDA, di cui nessuno ha messo in discussione la gestione della RSA, afferma che la gente vuole sapere e per questo anche noi vogliamo accontentarla. Siamo stati chiamati dall’ASL perché i conti relativi agli anni 2011, 2012, 2013 sono in “rosso”. Siamo stati invitati a chiudere in pareggio per gli anni a venire o almeno indicare quali misure intendiamo adottare per sanare i conti (documento disponibile).

L’operazione “casa Fontana” è costata € 575.000,00= su  € 600.00,00= richiesti dai proprietari: ottenere una cifra simile quando già nel 2012 il mercato immobiliare era crollato è certamente stato un bel colpo per chi ha portato a termine l’operazione, operazione invero un po’ costosa se finalizzata “a completare e chiudere tutto il blocco della Fondazione oltre che per realizzare i parcheggi interni”. Questo intervento (€ 575.000,00= ) più la realizzazione del nuovo CDI Fiorella e il tetto è costato l’accensione di due mutui, rispettivamente, di € 400.000,00= e di € 460.000,00= (totale € 860.000,00=) e l’alienazione di terreni agricoli di proprietà della Fondazione (scadenza mutui bancari 2027). Va bene aumentare il patrimonio (se fruttifero) meno bene acquisire infruttifere “palle al piede” (non saprei come altro definire, con tutto il rispetto, casa Fontana).

CDI: Abbiamo per tempo segnalato al GAL i motivi e le ragioni del trasferimento in Struttura: abbattere i costi di riscaldamento, miglior impiego delle risorse umane (medici, infermieri, animatori, fisioterapisti, ASA, OSS), stop al trasporto carrelli più volte al giorno da e per la cucina, accompagnamento diretto in sede degli Utenti evitando il disagio di far loro compiere a piedi un tragitto di oltre 40 metri non protetti da eventuali intemperie eliminando il pericolo di cadere lungo il percorso. Il rientro nella vecchia struttura (rimodernata) permette così agli utenti una maggiore socializzazione con più frequenti contatti esterni e interni, la frequentazione del bar e della sala generale per l’animazione: sono stati tolti così dall’isolamento e reintegrati in un ambiente molto più vivo.  Si è liberato il nuovo CDI che verrà sicuramente utilizzato per scopi sociali ma soprattutto per incrementare gli introiti della Fondazione.

Comodati d’uso gratuiti: il patrimonio del Busi è notevole ma in gran parte sterile ed improduttivo. E’ finito il tempo in cui il Busi è stato considerato “una tetta da mungere”! Quando le scadenze pluridecennali saranno concluse i posteri che subentreranno alla nostra Gestione potranno rinnovarle o finalmente mettere a profitto le proprietà (nel frattempo diventate un po’ vetuste) per finalizzare gli scopi statutari e la volontà del Fondatore.

Infine per quanto riguarda la gestione quotidiana non è possibile accettare che la Fondazione ricorra ad onerosi fidi bancari per le spese correnti perché da qualche tempo non esiste più un fondo di cassa cui attingere (alla faccia “del beneficio della liquidità” che ci avrebbe lasciato il precedente CDA). Ovviamente è tutto dimostrabile.

La Fondazione è sana ed il Patrimonio assai consistente, le risorse economiche sono regolate dalle rette, dalle prestazioni agli esterni oltre che dagli affitti delle proprietà e dalle donazioni. Compito del CDA come è normale che sia, è di ottimizzare e migliorare le prestazioni a beneficio dell’utenza e gestire il Patrimonio per l’esclusivo interesse dell’Ente.

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