Coldiretti fa un primo
punto sulla piena:
“Grande la solidarietà”

Da “elevata criticità” a “moderata criticità”: sta anche in un aggettivo – affidato all’aggiornamento del Centro Funzionale Monitoraggio Rischi della Protezione Civile – la sensazione degli agricoltori e delle comunità cremonesi lungo l’asta del Po di aver superato le giornate più difficili e convulse, quelle in cui case e aziende sono state sgomberate, nel timore che la piena del fiume tornasse a travolgere ogni cosa, come avvenuto nel 1994 e nel 2000. Se nella zona cremonese già nella mattinata di martedì si vedeva defluire la piena, nel territorio casalasco si è dovuto attendere il pomeriggio (in considerazione della prolungata permanenza di livelli elevati, con il fiume che ha raggiunto i 7,01 metri sopra lo zero idrometrico, 1,41 metri oltre la soglia della criticità elevata, e di allagamenti in alcune aree, come la frazione Agoiolo di Casalmaggiore) per poter affermare di aver superato lo spettro del passaggio del colmo di piena del Po. Gli argini hanno tenuto.
Resta l’allerta. Da parte di Coldiretti Cremona prosegue, come nei giorni scorsi, un’ininterrotta attività di monitoraggio di campi e argini, con la costante presenza nelle aziende, al fianco degli imprenditori agricoli che nelle giornate di domenica e lunedì hanno sgomberato abitazioni e cascine, mettendo al sicuro mezzi, animali e prodotti agricoli, nel rispetto delle ordinanze precauzionali di evacuazione emanate dai Comuni. In varie aree del territorio, soprattutto nella giornata di ieri, sono stati i trattori, in azione con le idrovore, a scongiurare l’invasione delle acque nelle case. “Quello che maggiormente colpisce in queste situazioni è la solidarietà delle persone – testimonia Paolo Tonghini, agricoltore di Motta Baluffi, che in passato ha vissuto la drammatica esperienza di trovare cascina e abitazione invase dalle acque –. Domenica, quando per precauzione abbiamo sgomberato tutto ciò che avevamo in azienda in golena e tutti i mobili del primo piano dell’abitazione, tante persone del paese sono venute a darci una mano”.
“Abbiamo mantenuto, e continuiamo a mantenere, un monitoraggio forte e costante – sottolinea Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona –. L’apice della piena è passato. Sul cremonese il livello del fiume è diminuito in modo significativo, mentre in tutta la zona casalasca, dove la golena è molto ampia, il deflusso è più lento. Anche per le nostre aziende il peggio è passato. Ci stiamo organizzando per riportare tutto nelle case e nelle cascine nei prossimi giorni. Per tornare alla normalità. Mantenendo la massima attenzione e la massima presenza”.
redazione@oglioponews.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA