Cronaca

Da Torre a Berlino
per i 25 anni
della caduta del muro

Nella foto, i partecipanti del viaggio a Berlino

TORRE DE’ PICENARDI – Nel cuore dell’Europa, anzi domenica scorsa nel cuore del Mondo. Perché Berlino questo è stato nello scorso weekend, dedicato alle celebrazioni dei 25 anni dalla caduta del muro che divideva in due la città. Un momento di festa popolare, che ha coinvolto anche tre casalaschi, ovvero il sindaco di Torre dè Picenardi Mario Bazzani e, con lui, la presidente di Emmaus Tiziana Sozzi e il marito Arnaldo Fasani. Partiti venerdì 7 dall’aeroporto di Orio al Serio sono rientrati domenica notte in Italia. Un viaggio organizzato dal Partito Socialista nella sua delegazione lombarda guidata dal deputato del Parlamento italiano, onorevole Pia Locatelli. “Siamo stati ospiti della SPD, il Partito Socialdemocratico tedesco, che si è occupato dell’accoglienza” racconta Bazzani, ancora colpito dalla partecipazione popolare nonostante sia passato qualche giorno dall’esperienza “. Il sabato abbiamo visitato il Parlamento tedesco, e in particolare la sede del gruppo parlamentare dell’SPD, mentre la domenica eravamo alla sede centrale del partito. Tutto a Berlino, ovviamente, dove domenica pomeriggio abbiamo avuto modo di assistere alla grande festa per la caduta del muro”.

Le emozioni, in questi casi, superano la portata storica dell’evento. “E’ stata un’esperienza sicuramente coinvolgente, con due milioni di persone presenti in città, anche se poi sul momento non hai mai la percezione dei numeri. Non ho visto una festa di parate ma di popolo, forse anche più sentita: e in ogni angolo della città potevi scorgere gente felice. Un momento davvero sentito che ha raggiunto l’apice quando alle 19 di domenica sono stati liberati al cielo migliaia di palloncini che avevano idealmente ricostruito il percorso del vecchio muro. Come al solito poi l’organizzazione tedesca è stata super efficiente: loro ci sanno fare e non è una frase fatta”.

Bazzani si è così trovato per la prima volta a Berlino in un momento particolare. “Ho trovato una città bellissima e in completa evoluzione, con lavori in corso ed edifici in costruzioni e dunque tante gru edilizie. Si nota, insomma, la volontà di trasformazione così come si respira un’aria europea, da grande capitale quale non è forse ancora. Ma Berlino si accinge davvero a diventare guida per l’Europa. In 25 anni da città divisa e ferita ha saputo fare passi da gigante, divenendo il cuore pulsante di un continente”.

Non per piangersi addosso, ma c’è una bella differenza con l’Italia. “Ho visto grande concretezza, che fa la differenza. Ho visitato quella che una volta era Berlino Est e ho notato una grande amalgama. Sono una città-nazione unita, ma dobbiamo pensare che in realtà 25 anni non sono un’era geologica, dunque sono riusciti a superare i vari problemi in pochissimo tempo. Dinnanzi alla prospettiva di sviluppo hanno messo in piedi un governo di grande coalizione che funziona, che ha anticipato nei tempi quello italiano e che, a differenza del nostro, sta dando da anni risultati”.

La comitiva socialista, composta da 50 persone, ha assistito alla festa in piazza, mentre Bazzani ha potuto rivedere in tv il discorso della Merkel. “L’ho trovato condivisibile, ampiamente condivisibile”. Tra le vite che non si dimenticano quella alla Willebrand house di Berlino, un edificio modernissimo con tanti ricordi storici, tra i quali un manifesto che riproduce la data di fondazione della SPF, ossia il 23 maggio 1863, e la statua di colui che fu un grande statista e il borgomastro di Berlino. E a proposito di Berlino… Quando il muro crollò, Mario Bazzani dov’era? “A casa, davanti alla tv. Ero giovane allora, ma ero già appassionato di politica. Sono quegli eventi storici che non scordi mai e dei quali anzi ricordi tutto, anche dove ti trovavi nel momento in cui sono avvenuti. Ecco perché è stato importante essere a Berlino lo scorso weekend”.

Giovanni Gardani

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