Dal Pd timori per
il rischio declassamento
dell’ospedale Oglio Po

Nella foto l’ospedale Oglio Po
CREMONA/VICOMOSCANO – Il nosocomio di Vicomoscano ancora una volta nel mirino dei tagli e della riorganizzazione a livello sanitario? Rischia di essere questa la prospettiva presentata dal Partito Democratico che nella riunione di lunedì mattina presso lo Ster (Servizio Territoriale Regione) a Cremona ha contestato il “libro bianco” sulla Sanità della Regione, in un incontro organizzato dalla vicepresidente del consiglio regionale Sara Valmaggi, dal capogruppo regionale Carlo Borghetti, dal segretario regionale Alessandro Alfieri e dal consigliere regionale Agostino Alloni.
Un incontro che ha fatto da preludio involontario alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani sempre a Cremona, nel pomeriggio: Mantovani ha cercato di essere conciliante, sostenendo che la sanità non è né di destra né di sinistra, ma semplicemente è di tutti. Mantovani non ha negato che tagli e riorganizzazione sono necessari, ma ha spiegato che saranno realizzati in maniera equilibrata e cercando di non sguarnire il territorio, provando in tal senso a rassicurare anche le zone periferiche e accogliendo in parte i consigli anche dell’opposizione.
Un tesi contrastata tuttavia dal Pd, il cui dossier coinvolge proprio il territorio Oglio Po e l’omonimo ospedale di Vicomoscano (con ricadute, a cascata, sulle strutture ospedaliere di Bozzolo e Viadana). A parlare, lunedì massima, spiegando le preoccupazioni del comprensorio è stato il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio. “Da quanto abbiamo capito” spiega Torchio “riforme e trasformazioni della sanità regionale rischiano di fare passare l’Oglio Po da ospedale per acuti a ospedale di comunità. Si tratterebbe a tutti gli effetti di un declassamento: l’ospedale per acuti ha il pronto soccorso e la Dea (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione, ndr) ed è un vero e proprio ospedale generale di zona, che scavalca la territorialità e costituisce l’anello di congiunzione tra Cremona e Mantova. Se l’Oglio Po viene declassato, perde questi ruoli e il suo rango, oltre che i vari primariati”.
Non solo. Sempre secondo Torchio… “Se l’Oglio Po perde importanza, mi immagino cosa possa accadere a Bozzolo, che è sussidiario, e anche a Viadana. Un declassamento di questo tipo smuove una serie di situazioni locali, come i 30 posti di riabilitazione previsti al vecchio ospedale di Viadana o come le convenzioni tra Oglio Po e Aragona a San Giovanni, in un sistema a raggiera. Non vogliamo creare allarmismi ma vigilare su questa situazione e fare molta attenzione”.
Dal Pd è stato poi esposto anche il contenuto della proposta di legge che possa migliorare l’accordo tra Anci e il governatore della Regione Roberto Maroni. Di fatto si evita che i sindaci eleggano il cda dell’azienda socio-sanitaria a livello locale, ma si chiede che le autonomie e gli enti locali possano entrare nella componente della programmazione, se non in quella gestionale, ricoprendo funzioni non più solo consultive. In sostanza direttori generali e staff saranno sempre decisi dalla giunta regionale ma con la co-decisione dell’organo di rappresentanza dei sindaci.
Detto che l’assessore Mantovani sarà martedì sera a Torricella del Pizzo, per una cena con i fratelli Fabio e Orlando Ferroni dove si parlerà anche di sanità, la volontà è di organizzare a settembre un incontro proprio nel territorio Oglio Po. “Dato che il progetto d’area vasta prevede Mantova con Cremona, noi che stiamo in mezzo” continua Torchio “non vogliamo fare la fine del topo ma essere valorizzati. L’associazione tra subacuti e riabilitazione già funziona a Rivolta d’Adda e Soncino ed è un esempio virtuoso che può essere riproposto anche in piccoli centri come Bozzolo, dove peraltro stiamo lavorando per mantenere il centro di raccolta dell’Avis”.
In tal senso, Torchio spera in buone notizie. “L’amministrazione Mussini già si prese l’impegno di un investimento, assieme all’azienda sanitaria di Mantova, di 6 milioni di euro. Siamo ora alla vigilia della riapertura di un reparto per subacuti, ma la riabilitazione cardio-circolatoria ha preso la strada di Mantova. Potrebbe tornare a Bozzolo, perché no? Basta lavorare in quest’ottica. Lo stesso direttore dell’azienda ospedaliera del “Carlo Poma” Stucchi, prima di lasciare, aveva predisposto un progetto per valorizzare il presidio ospedaliero territoriale. E’ però importante che il primo segnale arrivi dalla Regione Lombardia, che governa la nostra sanità”.
Giovanni Gardani
© RIPRODUZIONE RISERVATA