A Rivarolo Mantovano
Gorni Kramer
continuerà a suonare

Nella fotogallery, l’inaugurazione della Sala Kramer a Rivarolo Mantovano
C’è stata un’epoca in cui “Domenica è sempre domenica” di Gorni Kramer univa gli italiani più dell’inno di Mameli. Parola di Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera. Quell’epoca può essere rivissuta entrando nella Sala Kramer allestita all’interno del palazzo municipale di Rivarolo Mantovano grazie ad una preziosa sinergia fra comune, che ha messo a disposizione i locali accessibili dal Salone dello Stemma, Cassa Rurale ed Artigiana e la laboriosa Fondazione Sanguanini, ideatrice dell’iniziativa.
Il presidente della Onlus, Clemente Sala, sabato mattina ha aperto al pubblico un’esposizione fatta sì di fotografie, cimeli, dischi, spartiti, locandine, documenti, video e musiche del Fondo Kramer, ma anche di ricordi, racconti, aneddoti che le stesse figlie di Gorni, Laura e Teresa, hanno riproposto con affetto.
A cent’anni dalla nascita del suo più grande musicista, Rivarolo Mantovano ha deciso di donare alla memoria di Kramer un intero spazio espositivo che grazie al Gruppo Madonnari “Rodomonte Gonzaga” è stato ritinteggiato e decorato, con note e pentagrammi che uniscono idealmente fotografie, spartiti e manufatti di o per Gorni Kramer, la cui figura è stata resa a grandezza naturale con una statua in cera realizzata dallo scultore Nicola Biondini e dal maestro d’arte Dario Sanguanini.
“E’ impressionante, sembra proprio lui”: commenta commossa la figlia Laura, prima di ringraziare il presidente della Fondazione Sanguanini e tutti coloro che hanno reso possibile un tale omaggio al padre. Mentre un giradischi intona le canzoni di Kramer, la cera a lui dedicata sfiora i tasti del suo pianoforte. La sua musica, a Rivarolo Mantovano, grazie alla Fondazione Sanguanini, non smetterà mai di risuonare. A cominciare da domenica, in Sala Polivalente alle ore 18: la banda della città di Mantova racconta Kramer, con cinquanta musicisti ed una voce narrante. Sarà l’ennesimo omaggio all’artista, nell’anno in cui avrebbe spento cento candeline.
Simone Arrighi
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